Benvenuti nel mio mondo fatto di fili. Il lavoro è arduo, ma ogni tanto cercherò di scrivere qualcosa. Vi consiglio di leggere tutti i miei passaggi così da tenervi informati. Se volete commentare fate pure. L'importante è che ci sia sempre un nome per distinguervi e che siate corretti.
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martedì 18 giugno 2013
lunedì 20 maggio 2013
44) La scelta
Assaggiai del sangue l'essenza,
ma fu così blu
che ne rimasi indignata.
Ora, la mia vita è persa
e nient'altro.
Una bocca s'aprì:
"Nel cielo verde
e nel prato blu
va' ad incontrare l'arcobaleno
e la risposta avrai."
Due labbra ribattono:
"O vivi o muori.
O resti o scappi.
O amata o umiliata.
Tocca a te decidere."
Il tempo decide da sé.
La vita non è più affar mio.
Solo una cosa mi domando:
ma che razza di tempo è
il mio?
martedì 14 maggio 2013
giovedì 9 maggio 2013
42) Cosmo profondo
Sprofondare negli abissi per poi ritrovarsi nel cosmo.
Chi sono? Sono ancora Aulonia?
Sento qualcosa di diverso in me.
Tanti occhi mi osservano.
Che cosa sono?
Cosa rappresentano?
Sono galassie o no?
Comunque adesso mi sento di avere in mano un frammento di universo.
E' un sogno?
Non lo so.
Onde vaghe di energia mi circondano illuminando di madreperla l'universo e la mia pelle.
Sono una conchiglia che custodisce la sua perla.
Solo che questa perla a volte non è intatta: spesso ha le sue fasi.
lunedì 14 gennaio 2013
41) Abissi
Non si è quasi mai pronti a certe rivelazioni. Mai del tutto.
Ti senti sprofondare con il mondo intero che ti inghiotte nelle sue stesse fauci e ti digerisce con la stessa facilità di un battito di ciglia.
Può apparire un momento, ma allora perché sembra così eterno?
Aspetta!!!
Le conosco queste profondità... Sono le stesse che mi hanno accolto nei pochi attimi di riposo.
Tanti occhi mi stanno fissando. Che cosa vogliono?
E dietro questi miei occhi chi c'è? Chi vede dai miei occhi?
Delle mani più grandi delle mie mi prendono per portarmi su in superficie.
Chi sei?
Adesso è il mio turno.
Ti senti sprofondare con il mondo intero che ti inghiotte nelle sue stesse fauci e ti digerisce con la stessa facilità di un battito di ciglia.
Può apparire un momento, ma allora perché sembra così eterno?
Aspetta!!!
Le conosco queste profondità... Sono le stesse che mi hanno accolto nei pochi attimi di riposo.
Tanti occhi mi stanno fissando. Che cosa vogliono?
E dietro questi miei occhi chi c'è? Chi vede dai miei occhi?
Delle mani più grandi delle mie mi prendono per portarmi su in superficie.
Chi sei?
Adesso è il mio turno.
mercoledì 21 novembre 2012
40) La lettera di Selace
Selace è appena scomparsa davanti ai miei occhi come quel ragazzo senza nome.
Ancora lacrime scendono silenziosamente, ma questa volta sono accompagnate da un sorriso.
Anche se lei è sparita la sua casa è rimasta lì.
So bene che se apro la porta, lei non ricomparirà, ma forse c'è ancora il suo odore ed è questo che mi spinge ad oltrepassare il confine di quella casa.
Eccolo ancora: quell'odore, quella presenza, la sensazione che l'aria sia diventata acqua volatile.
E' un'aria quasi palpabile anche se sento che non è così forte come quando c'era lei.
Mi perdo in questa sensazione, ma giusto un momento e vedo qualcosa in fondo nella stessa stanza dove io stavo. E' una lettera.
Presto la pace che provavo si tramuta in un timore. So che dovrei leggere quella lettera, ma... non so.
Comunque stare a chiedersi cosa dovrei fare non porta a niente.
La leggo.
Cara piccola Aulonia, so bene che saresti venuta qui e immagino che avrai già capito a che gioco stavamo giocando. Non era solo il semplice gioco della preda, tu, e del predatore, io.
Avrai già capito le mie motivazioni che mi hanno portata ad essere così dura con te, ma è stato necessario perché tu comprendessi diverse cose. Se te le avessi dette io, non mi avresti creduto.
A volte il voler essere un maestro per qualcuno è davvero difficile e così sono stata scelta io perché sapevano che in questo sono davvero brava.
Da chi è stata scelta? Qui non c'è scritto. Continuiamo.
Io poi non sono nata con questo aspetto. Sono nata umana. Mi sono semplicemente trovata così in questa maniera. Mi sono svegliata così senza che io sappia se questo è il mio corpo, se questa è la mia mente, se questi sono i miei occhi che vedono o quelli di qualcun altro.
Chissà quanto si sarà sentita sola.
Quando ti ho visto la prima volta di spalle, non credetti che fossi tu. Dissi tra me e me: "Quella è davvero Aulonia? Colei che è bambina, donna e anziana nello stesso corpo?"
Che cosa?!
"Lei che è nata per errore, ma proprio per questo lei è speciale. Non è mai da sola anche se un senso di abbandono la accompagna. Ci sono voci che la osservano, voci potenti e altre più fievoli.
E' davvero lei quella con la schiena ricurva, quella che mi segue quasi in trance dopo che io le ho detto che non sarà più la bambina ragno? Lei che è figlia, madre e ava di questo luogo?"
?!...
So benissimo che queste cose non le sapevi, Aulonia, e immagino che ce ne saranno delle altre, cose che nemmeno io so. Non c'è un tempo di preparazione a certe rivelazioni perché quando saranno dette, ci si sente in qualche modo sperduti, senza più la pelle.
Ricordati però quelle parole rilevate dal fiore di loto per far sì che la tua ingenuità di fondo diventi consapevolezza totale senza però dimenticare il tuo cuore che non ha età.
Aulonia, confido nelle tue risorse.
Selace
Aulonia, confido nelle tue risorse.
Selace
P.S.: Hai mai toccato i fili che ti compongono?
domenica 7 ottobre 2012
39) Le donne del mare
Ed ecco che Selace è svanita.
L'ho vista ringiovanire, cambiare, ritornare ad uno stato primordiale per poi essere... il niente.
Un'altra creatura è scomparsa davanti ai miei occhi.
La prima ovvero quel bambino senza nome mi ha lasciata una malinconia profonda mentre lei una maggior consapevolezza.
Adesso che non c'è più finalmente riesco a capirla: ha dovuto "recitare" la parte della cattiva per farmi arrivare a quello che le ho detto, a quelle parole dure e sincere.
Grazie Selace, eri comparsa come una donna squalo, ma poi hai saputo dimostrare un amore infinito come il mare.
Scusa se questa tua "allieva" a volte si è dimostrata testarda, ma tu hai pazientato.
Chissà se ti rivedrò.
Comunque il tuo sguardo prima di lasciarmi non lo dimenticherò mai: era lo sguardo di chi sapeva dove andare.
Io dove andrò?
Non lo so e mi va bene così.
E' tutto da percorrere.
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