Benvenuti nel mio mondo fatto di fili. Il lavoro è arduo, ma ogni tanto cercherò di scrivere qualcosa. Vi consiglio di leggere tutti i miei passaggi così da tenervi informati. Se volete commentare fate pure. L'importante è che ci sia sempre un nome per distinguervi e che siate corretti.


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sabato 28 gennaio 2012

28) La svolta

"Buongiorno Aulonia."

Una voce fredda mi sveglia dal sonno.
Apro gli occhi e vedo una signora dai lunghi capelli grigi e dalla veste lunga grigia. Sembra che sia rivestita di un manto argentato, liscio come l'acqua.

Che sia lei la visita annunciata dai venti?

"Ben sveglia, Aulonia. Che cosa farà adesso?"

In che senso cosa farò adesso. Che cosa vuol dire?

"Come scusi?" chiedo interdetta.

"Lei era la bambina ragno, ma adesso non lo è più."

In che senso non lo sono più. Che cosa vuol dire?

"Immagino che lei voglia capire il perché di ciò. - mi dice - Guardi il suo busto."


D'accordo.








"Vede? Le sta crescendo il seno. Questo vuol dire che lei stessa sta crescendo, che non è più la bambina ragno. Ha qualcosa da dirmi?"










"Credo di no, credo che la notizia l'abbia scioccata e dopotutto è comprensibile: se lei non è più la bambina ragno, cosa rimarrà di lei? E' diventata inutile. Oh, quanto mi dispiace. Mi dispiace così tanto che sono venuta apposta a prenderla, vivrà in casa mia. D'accordo?"


La mia testa è completamente vuota. Guardo questa signora. Le sue parole sembrano gentili, ma il suo sorriso è quello di una predatrice che ha appena cacciato e io sono la sua preda.

"Brava - mi dice mentre l'ascolto, ma ormai sono in balia - vedrà che andrà tutto bene. Mi segua."

La seguo.



"A proposito, io mi chiamo Selace."



martedì 6 dicembre 2011

27) Nubi in vista

"Va bene, ti ascolto."

La creatura ride.

Momento di pausa.

Quando apre la bocca, mi accorgo che non escono parole. Lui parla, parla, ma io non sento niente.
Starò ancora sognando?!

Riapro gli occhi. Guardo attentamente il paesaggio intorno. Ora i colori non mi sembrano più tremolare, ma più stabili.
Ora ne sono sicura: sono sveglia.

Tiro un sospiro di sollievo quando mi accorgo che delle nubi arrivano in fretta. Arrivano come una mandria di cavalli impazziti.





Che cosa vorranno dirmi?

lunedì 28 novembre 2011

26) In ascolto

Mi sveglio.
Sono costernata: chi è quella creatura che mi è apparsa nel sogno così simile a me?
Dopo questo pensiero, sento qualcuno sogghignare.

"Chi sei?" chiedo.

Nessuna risposta. Questa voce è così stridula e potente. Sogghigna forte, ride sguaiatamente.

"Perché ridi in questo modo?" chiedo, ma ancora nessuna risposta.

Anzi ride sempre di più.

"Tu sai per caso chi è la creatura del sogno?"

"Certo che lo so, ma non posso dirtelo." dice sempre continuando a ridere.

Sembra quasi che si diverta.
Dovrei quasi sentirmi offesa, ma lascio perdere: a volte alcuni voci sanno essere antipatiche, ma poi hanno sempre qualcosa di importante da dirti.

"Mostrati voce." dico con voce decisa

"Eccomi."


Non so dire esattamente cosa sia. E' una creatura vicina ai fiori eppure mi sembra tanto un animale preistorico. Chissà quante cose ha visto.

"So che tu sai molte cose. Non puoi dirmene nessuna?

"Fammi la domanda giusta e io ti risponderò." dice questa piccola creatura. Pur essendo piccola, ha una voce potente.

La domanda giusta... Quale domanda è la più giusta?
Forse quella più utile, ma per chi? Per me o per la creatura del sogno?

"Porti la luce e l'oscurità. In mezzo c'è l'ombra, ma sei sicura di averla vista in faccia l'ombra coi tuoi stessi occhi?"

Non ho fatto nemmeno una domanda e già la creatura ne fa una lei. Sono enigmatiche.

"Ti ascolto".

martedì 15 novembre 2011

25) Apparizione in visita

I giorni vanno e io continuo al districare fili.
Potrebbe sembrare routine, ma in realtà mi accorgo che ogni filo è unico anche se appartiene alla stessa ragnatela.
Appena lo stringo, ne sento il suono e ciò mi diverte tanto che a volte cerco di imitare quel suono. Quando lo faccio poi, sento il filo fremere: forse crede che stia comunicando con lui.
A questo sorrido.

Mi sto anche abituando i sogni. Dopotutto non sono diversi da quando non "vivevo" sulla Terra anche se ora per raggiungerli devo per forza chiudere gli occhi.
Nel mio osservare gli umani, ho notato che spesso per concentrarsi, per distaccarsi dal mondo esterno, chiudono gli occhi come se quello che vedono, facesse loro violenza.

I sogni, miei e degli umani che visito, li ricordo tutti, ma quest'ultimo in particolar modo.

Mi chiamava e allora pensavo che la voce avesse preso un altro aspetto, un altro tono. Chiamava il mio nome, Aulonia. Non mi sono spaventata: lo fa sempre.
Quando mi sono diretta verso la voce vedo questa creatura. 




Imprigionata in una ragnatela colorata, (o solo appoggiata?), chiede di me.


Il sogno finisce così, con quest'apparizione: mi sono svegliata


venerdì 7 ottobre 2011

24) Vivere sulla Terra

"Sei molto più simile a una divinità che ad un essere vivente. Ma a differenza degli dei, sei corruttibile. Non pensare come gli umani, corruttibile non vuole dire che non sarai di morale integra. Subirai sul tuo corpo effetti simili ad un corpo che muore, ma non ti preoccupare ti rigenerai sempre. Quindi per diversi aspetti sei più simile ad una creatura vivente"

Le voci delle Andriadi continuano a sussurrarmi parole.

Non ti preoccupare, queste parole mi risuonano dentro.
Corruttibile, un corpo che si corrompe e che poi si rigenera.
Dentro di me porto sia la luce che il buio. Io sono una loro ombra.



Cammino come le ombre e continuo a tessere, a districare suoni per far sì che le armonie scivolino come l'acqua.
Osservo gli uomini. Loro non mi vedono eppure sono molto vicina a loro.
Qualche volta un bambino mi fissa e allora io gli sorrido. Sono soprattutto i neonati a farlo quando ancora conoscono l'Universo, ma non sanno come comunicarlo a chi li sta accanto.
Presto dimenticano questa loro capacità, presto si scorderanno di questo loro sguardo e non ci sarà trapianto di occhi per restituirglielo.
A volte sono curiosa delle persone che dormono, dei loro sogni e così entro. Forse questi poi se li dimenticano i sogni che hanno fatto, ma io invece ne conservo la memoria.


Vivo sulla Terra, ma ne sono aliena. Ho capito che molti si sentono in questa mia situazione, ma a differenza loro, ne sono ben felice.
Sia di vivere sulla Terra, sia di essere un'aliena.

lunedì 12 settembre 2011

23) La tela del ragno


  Districo fili
            creo armonie
                           muovo le dita
                                         realizzo trame
                                                        che
                                                        poi
                                              avvolgono
                                                                      il mondo intero.

 Sono
 una
 creatura
 aliena                       
                                                             ma appartengo alla Terra.


 Il mio mondo è



 intricato.

                                                                     ritorna  
                                                     poi tutto                 ma non sono   
 Istintivamente                    dita  e                                                      mai
                         muovo le                                                                         al punto di 
                                                                  
                                                                  
                                                                   partenza.

 Ogni volta
                    che il cerchio
                                         si ripete
                                                               acquista forza

 così
         come succede
                                 a me.


 Mi chiamo Aulonia
                    e sono
                           la

                                         
          

          bambina ragno

martedì 6 settembre 2011

22) Consapevolezza

L'albero, o meglio l'Andriade, mi ha lasciato libera.

Rivado all'Araluen e osservo quei fiori di loto.
In uno vedo un'ape che sta impollinando.
Che straordinaria scena d'amore.




In tutto c'è amore nel suo complesso e misterioso sistema.
Ora mi sembra di esserne consapevole.

Attorno a me c'è amore e io tocco i fili che lo sostengono.


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