Benvenuti nel mio mondo fatto di fili. Il lavoro è arduo, ma ogni tanto cercherò di scrivere qualcosa. Vi consiglio di leggere tutti i miei passaggi così da tenervi informati. Se volete commentare fate pure. L'importante è che ci sia sempre un nome per distinguervi e che siate corretti.


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sabato 18 agosto 2012

38) La risposta


Ho avuto un dialogo con l'Araluen, un dialogo nel quale mi sentivo coinvolta più che mai, nel quale ho sentito una forza nuova che mi porta a riaffrontare Selace, a dirle che cosa sento dopo che mi ha rivelato quella dolorosa verità.

Selace, ora ti sfiderò a guardare i miei occhi, penso mentre sto correndo verso di lei. Spero di non doverla cercare molto.




No, eccola lì. Ancora immobile, è come l'ho lasciata. Benissimo. Ha anche lo stesso sguardo.



"Aulonia, vedo che è ritornata. Non me l'aspettavo." mi dice Selace. La sua voce è tagliente proprio come la sua pelle.
"Sì Selace eccomi. Guardami negli occhi perché ho qualcosa da dirti."
"Sa bene cosa potrebbe accaderle, Aulonia?"
"Di questo ne affronterò più tardi, ma ora ascoltami."
"D'accordo."

Raccolgo tutta la mia rabbia che si è trasformata in un fiume in piena. Di ciò che accadrà, me ne occuperò quando sarà il momento.

"Selace, credevi che tutto quello che mi avevi detto prima mi avrebbe ferito? E' vero, all'inizio mi sono sentita   così, ma ora tutto è cambiato. Grazie ad Araluen ho sentito dentro di me la voglia di essere ancora quella che sono. Non m'importa se la mia nascita non era prevista, se non ero desiderata. Io adesso sono qui e desidero fare quello per cui io sento di essere nata e non m'importa ciò che tu dirai o farai, non m'importa perché ciò che dirai non mi toccherà. Ora ne sono consapevole."


Ecco, quello che dovevo dire l'ho detto.
E ora, penso e ho paura tanto che potrei chiudere gli occhi, ma non le voglio far capire che ho paura.

Viene verso di me e molto probabilmente mi mangerà. Le mie braccia tremono leggermente e anche alcune parti del viso. 
Anche il suo viso trema leggermente fino a diventare... un sorriso?!
Ma non è un sorriso di un predatore che ha appena adocchiato una preda, è un sorriso dolce.


Anzi, tutto il suo viso si è trasformato: non è più freddo e tagliente, ma caldo e un delicato rossore le riempie le guance e le labbra. I suoi occhi seppure ancora azzurri, sembrano essere diventati limpidi e i capelli hanno acquisito un caldo colore castano.
Tutta l'angoscia che sapeva scatenare è scomparsa.
Come è potuto?

Si china su di me e io sono ancora impietrita di fronte a questa sua trasformazione.

"Oh Aulonia" mi dice con una voce così dolce che non le avevo mai sentito "sono così fiera di te."

Ma che è successo? Non lo so nemmeno io.


Chi è veramente Selace?!


giovedì 2 agosto 2012

37) Purezza


Eccolo lì, il fior di loto che mi ha sempre dato speranza, amorevole come una voce che parte dall'interno.
Eccolo lì che s'apre solo per me, soltanto per me.
Mi avvicino e cerco di accarezzarlo, ma la mano resta lì sospesa in quel momento. Anche se non lo tocco, sento di aver stabilito un contatto.




Grazie, grazie fior di loto.
Ora posso ritornare da Selace. C'è qualcosa che voglio dirle.

martedì 17 luglio 2012

36) Ritorno all'Araluen

Mi volto verso di lei, la rabbia sta crescendo. 

La sto guardando dritto negli occhi. Potrebbe prendere questo gesto come sfida e attaccarmi, ma non m'importa. Desidero solo mandarle tutta la rabbia che provo. Anche lei mi guarda silenziosamente come se stesse aspettando una mia mossa, ma alla fine faccio ciò che non dovrei mai fare di fronte a lei ovvero scappare.
Stranamente lei non mi insegue, ma dovevo farlo: la rabbia mi stava devastando. Avevo bisogno di interrompere quello sguardo. Alla fine io stessa ne sarei stata inghiottita...

Essere inghiottiti. 


Solo da una cosa mi lascerei inghiottire, divorare come facevano quei bruchi ed è l'Araluen, il posto dove io potevo permettermi quelle brevissime pause.

Benissimo, ho preso la mia decisione.


Rieccomi, Araluen!







sabato 14 luglio 2012

35) Illusioni


Sta albeggiando, ma per me questo nuovo giorno è amaro.
Davanti a me è scomparso un ragazzo e io non ho potuto fare niente. Sorrideva, eppure sono riuscita a percepire la sua tristezza e alla fine mi sono lasciata coinvolgere.
Dietro di me c'è Selace. Non ce la faccio a rivoltarmi verso di lei, a farle vedere il mio viso piangente.

"Aulonia, mi sente?" mi chiede lei, la donna-squalo. 
Io annuisco.

"Aulonia, se non vuole voltarsi verso di me fa lo stesso. L'importante è che lei senta quello che ho da dirle."

D'accordo.

"Innanzitutto, le voglio chiedere delle cose. Non si è mai insospettita, non le è mai venuto in mente che qualcosa non quadrava? Insomma, lei non poteva permettersi di fare pause lunghe perché se no tutto sarebbe crollato. Decide di farsi sostituire gli occhi e questo richiede tanto tempo però magicamente alla fine tutto si risolve..."

E' vero, me l'ha detto la mia piccola voce.

"Insomma, non si è mai chiesta il perché? Come mai anche se le era stato precisato che il suo lavoro era indispensabile si sia risolto come niente?"

Io mi sono fidata della piccola voce.

"Ora le chiedo: lo sa perché ci sono le divinità?"



"Perché c'è bisogno di loro. Però vede la sua comparsa non è stata prevista, non era attesa."



"Appena comparsa, non sapevamo che fare con lei. La sua "nascita" è arrivata all'improvviso e non sapevamo che dirle. Ma avevamo visto che aveva un talento. E quindi..."


Quindi?


"E quindi lei è stata ingannata. Qualcosa dovevamo pur dirle."


Mi sento galleggiare in oceano dove non si vede più niente.


"Lei è brava in quello che fa. Il suo lavoro è importante, ma non indispensabile. Ora il suo tempo è scaduto e credo che anche lei se ne sia accorta vedendo che le sta crescendo il seno. Lei non è più la bambina ragno."


Le lacrime di malinconia hanno lasciato a spazio a lacrime di rabbia. Allora tutto quello che ho fatto non è servito a niente?! Per loro sono stata solo un giocattolo da buttare appena è finito il tempo dei giochi?

"Per questo sono venuta a prenderla per..."


"Per cosa?! Per mangiarmi?!!!" le urlo. Non ho ancora la forza per guardarla negli occhi, ma per farle sentire la mia voce.


Attendo la sua risposta e sento che ci mette del tempo.


"E anche se fosse? Rinnegherebbe tutte le scelte che ha fatto?"


Non so cosa risponderle. La mia vista si sta quasi offuscando Davanti a me dei bruchi stanno divorando una foglia.




Io mi sento allo stesso identico modo.

Io sono la foglia.


giovedì 5 luglio 2012

34) Malinconia

"Aulonia..."

L'odore dell'acqua è penetrante, ma non riesco ad abbandonare lo sguardo di quella creatura spaventata.

"Aulonia, guardami..."

Mi volto ed ecco davanti a me Selace. In quel momento non è la paura che ho verso di lei a impadronirsi di me, ma una profonda malinconia.

E' solo un attimo e quando mi rivolto verso il bambino demone, ecco che lo vedo sparire davanti a me.

Sta ancora sorridendo, ma io sento che la malinconia sta sgorgando senza fine.





"Aulonia..."

La voce di Selace è penetrante come sempre.

"Aulonia, ci sono delle cose che devo dirti, delle cose che ti riguardano."


giovedì 21 giugno 2012

33) Inquietudine

Come fanno certi sguardi a catturarti in quel modo? Ha più o meno lo stesso sguardo di Selace. E' lo sguardo di chi è abituato a cacciare.
Non solo, ma sembra che i suoi occhi stiano penetrando dentro i miei per riportare un certo senso di inquietudine.



Chi è questa creatura? Ah sì adesso mi ricordo. L'ho sognata tempo fa, ma non era così. Adesso ha la stessa luce che manda quel bambino senza nome.
Ora i miei occhi non stanno fissando quelli del bambino, ma lo sguardo di questa creatura così simile a me e l'intero suo corpo.
















"Aulonia..."

Una voce gelida interrompe questo contatto e una mano che sembra acqua fredda si poggia sulla mia spalla destra.


domenica 17 giugno 2012

32) Non avere più il nome

"Come fai a non ricordarti il tuo nome?" gli chiedo stupita.
"Non me lo ricordo più." mi risponde con tranquillità insistendo sempre con lo sguardo.
"Sì, ma come è successo?"
"Mi ricordo solo di essermene andato dalla mia terra. Volevo andare via per sempre. Quando mi sono voltato per salutarla un'ultima volta, è scomparsa e così è scomparso anche il mio nome."
E così non ha più il nome. 
"Ma perché hai lasciato la tua terra?" gli chiedo curiosa.
"Perché ero solo. Tutti se ne sono andati via, tutti anche quelli che mi stavano antipatici. Non mi piace star da solo, non mi piace essere abbandonato e così ho deciso di andarmene."
Abbandonato... capisco molto bene la sua sensazione. Anch'io per un po' mi sono sentita così e ho fatto fatica ad ambientarmi alla nuova condizione. Quando tutto sembrava andare per il meglio, ecco che comincio a crescere.
"Così anche tu crescerai. Anche tu te ne andrai via."
Anche lui riesce a leggere il pensiero? Ah no, ha notato che ho un po' di seno.
"Dove devo andare?" gli chiedo.
"Non lo so, ma prima o poi tutti se ne vanno."
"Anche tu te ne sei andato."
"Mi sono sentito costretto ad andarmene. Non mi piace star da solo. Comunque sarebbe così bello se tutti rimanessero dove sono."
"Non si può rimanere per sempre dove siamo."
"Ah no?" mi chiede sempre con quel sorriso però posso vedere la sua tristezza. Anzi la percepisco chiaramente con questi occhi. 
La luce che lo contorna porta con sé dell'incertezza. Non è limpida.



"Perché sorridi sempre?" gli chiedo.
"Perché sono un demone."
"E un demone non può piangere?"
"Solo quando è da solo."


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