Benvenuti nel mio mondo fatto di fili. Il lavoro è arduo, ma ogni tanto cercherò di scrivere qualcosa. Vi consiglio di leggere tutti i miei passaggi così da tenervi informati. Se volete commentare fate pure. L'importante è che ci sia sempre un nome per distinguervi e che siate corretti.


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martedì 6 dicembre 2011

27) Nubi in vista

"Va bene, ti ascolto."

La creatura ride.

Momento di pausa.

Quando apre la bocca, mi accorgo che non escono parole. Lui parla, parla, ma io non sento niente.
Starò ancora sognando?!

Riapro gli occhi. Guardo attentamente il paesaggio intorno. Ora i colori non mi sembrano più tremolare, ma più stabili.
Ora ne sono sicura: sono sveglia.

Tiro un sospiro di sollievo quando mi accorgo che delle nubi arrivano in fretta. Arrivano come una mandria di cavalli impazziti.





Che cosa vorranno dirmi?

lunedì 28 novembre 2011

26) In ascolto

Mi sveglio.
Sono costernata: chi è quella creatura che mi è apparsa nel sogno così simile a me?
Dopo questo pensiero, sento qualcuno sogghignare.

"Chi sei?" chiedo.

Nessuna risposta. Questa voce è così stridula e potente. Sogghigna forte, ride sguaiatamente.

"Perché ridi in questo modo?" chiedo, ma ancora nessuna risposta.

Anzi ride sempre di più.

"Tu sai per caso chi è la creatura del sogno?"

"Certo che lo so, ma non posso dirtelo." dice sempre continuando a ridere.

Sembra quasi che si diverta.
Dovrei quasi sentirmi offesa, ma lascio perdere: a volte alcuni voci sanno essere antipatiche, ma poi hanno sempre qualcosa di importante da dirti.

"Mostrati voce." dico con voce decisa

"Eccomi."


Non so dire esattamente cosa sia. E' una creatura vicina ai fiori eppure mi sembra tanto un animale preistorico. Chissà quante cose ha visto.

"So che tu sai molte cose. Non puoi dirmene nessuna?

"Fammi la domanda giusta e io ti risponderò." dice questa piccola creatura. Pur essendo piccola, ha una voce potente.

La domanda giusta... Quale domanda è la più giusta?
Forse quella più utile, ma per chi? Per me o per la creatura del sogno?

"Porti la luce e l'oscurità. In mezzo c'è l'ombra, ma sei sicura di averla vista in faccia l'ombra coi tuoi stessi occhi?"

Non ho fatto nemmeno una domanda e già la creatura ne fa una lei. Sono enigmatiche.

"Ti ascolto".

martedì 15 novembre 2011

25) Apparizione in visita

I giorni vanno e io continuo al districare fili.
Potrebbe sembrare routine, ma in realtà mi accorgo che ogni filo è unico anche se appartiene alla stessa ragnatela.
Appena lo stringo, ne sento il suono e ciò mi diverte tanto che a volte cerco di imitare quel suono. Quando lo faccio poi, sento il filo fremere: forse crede che stia comunicando con lui.
A questo sorrido.

Mi sto anche abituando i sogni. Dopotutto non sono diversi da quando non "vivevo" sulla Terra anche se ora per raggiungerli devo per forza chiudere gli occhi.
Nel mio osservare gli umani, ho notato che spesso per concentrarsi, per distaccarsi dal mondo esterno, chiudono gli occhi come se quello che vedono, facesse loro violenza.

I sogni, miei e degli umani che visito, li ricordo tutti, ma quest'ultimo in particolar modo.

Mi chiamava e allora pensavo che la voce avesse preso un altro aspetto, un altro tono. Chiamava il mio nome, Aulonia. Non mi sono spaventata: lo fa sempre.
Quando mi sono diretta verso la voce vedo questa creatura. 




Imprigionata in una ragnatela colorata, (o solo appoggiata?), chiede di me.


Il sogno finisce così, con quest'apparizione: mi sono svegliata


venerdì 7 ottobre 2011

24) Vivere sulla Terra

"Sei molto più simile a una divinità che ad un essere vivente. Ma a differenza degli dei, sei corruttibile. Non pensare come gli umani, corruttibile non vuole dire che non sarai di morale integra. Subirai sul tuo corpo effetti simili ad un corpo che muore, ma non ti preoccupare ti rigenerai sempre. Quindi per diversi aspetti sei più simile ad una creatura vivente"

Le voci delle Andriadi continuano a sussurrarmi parole.

Non ti preoccupare, queste parole mi risuonano dentro.
Corruttibile, un corpo che si corrompe e che poi si rigenera.
Dentro di me porto sia la luce che il buio. Io sono una loro ombra.



Cammino come le ombre e continuo a tessere, a districare suoni per far sì che le armonie scivolino come l'acqua.
Osservo gli uomini. Loro non mi vedono eppure sono molto vicina a loro.
Qualche volta un bambino mi fissa e allora io gli sorrido. Sono soprattutto i neonati a farlo quando ancora conoscono l'Universo, ma non sanno come comunicarlo a chi li sta accanto.
Presto dimenticano questa loro capacità, presto si scorderanno di questo loro sguardo e non ci sarà trapianto di occhi per restituirglielo.
A volte sono curiosa delle persone che dormono, dei loro sogni e così entro. Forse questi poi se li dimenticano i sogni che hanno fatto, ma io invece ne conservo la memoria.


Vivo sulla Terra, ma ne sono aliena. Ho capito che molti si sentono in questa mia situazione, ma a differenza loro, ne sono ben felice.
Sia di vivere sulla Terra, sia di essere un'aliena.

lunedì 12 settembre 2011

23) La tela del ragno


  Districo fili
            creo armonie
                           muovo le dita
                                         realizzo trame
                                                        che
                                                        poi
                                              avvolgono
                                                                      il mondo intero.

 Sono
 una
 creatura
 aliena                       
                                                             ma appartengo alla Terra.


 Il mio mondo è



 intricato.

                                                                     ritorna  
                                                     poi tutto                 ma non sono   
 Istintivamente                    dita  e                                                      mai
                         muovo le                                                                         al punto di 
                                                                  
                                                                  
                                                                   partenza.

 Ogni volta
                    che il cerchio
                                         si ripete
                                                               acquista forza

 così
         come succede
                                 a me.


 Mi chiamo Aulonia
                    e sono
                           la

                                         
          

          bambina ragno

martedì 6 settembre 2011

22) Consapevolezza

L'albero, o meglio l'Andriade, mi ha lasciato libera.

Rivado all'Araluen e osservo quei fiori di loto.
In uno vedo un'ape che sta impollinando.
Che straordinaria scena d'amore.




In tutto c'è amore nel suo complesso e misterioso sistema.
Ora mi sembra di esserne consapevole.

Attorno a me c'è amore e io tocco i fili che lo sostengono.


sabato 13 agosto 2011

21) Una sola voce

Dove sono adesso? Che è successo?

"Sta tranquilla, sei dentro di me."
Una voce mai sentita.
"Chi sei tu?" gli chiedo
"Sono sempre io."
Non capisco.
"Io chi?"
"Sono sempre la stessa voce che tu senti" risponde "La voce che tu senti è sempre la stessa, ma s'incarna in forme diverse e prende tonalità e colori differenti."
Adesso capisco quando quella goccia d'acqua ha detto ciò, quando ha detto che era entrambe la mia piccola voce e il fior di loto.
"Aulonia cara sappi che non sarai mai sola finché sentirai la nostra voce."

Una lacrima scende e riga una guancia.

"Grazie, ma in chi s'è incorporata la voce?"
" Sono una delle Andriadi, le Custodi."
"Custodi di chi?"
"Della Terra e quindi anche di te, mia piccola Aulonia."

Guardo fuori dal groviglio di rami che mi circonda e scorgo la luce del sole.



Un senso di pienezza mi sta avvolgendo.

sabato 9 luglio 2011

20) I grandi Custodi

"Eccomi."

Guardo quella goccia d'acqua e mi chiedo chi sia.

"Chi sei? La mia piccola voce o il fior di loto?"
"Entrambe." risponde.

Entrambe?! Che vuol dire?

Non faccio in tempo a chiederle altro che scivola e cade per terra.
Ora non c'è più.

Confusa, cammino senza sapere dove andare.
Sento il vento che mi solleva i capelli.
Sollevo la testa e osservo questi alberi enormi.





Come sono belli. Anzi, sono maestosi.
Gli alberi sono le uniche creature di cui non mi sono mai occupata.
Mi immagino come sono i loro fili. Chissà se li hanno.
Li guardo.
Non vedo più i colori sconfinarsi. Sono nella realtà, ma che realtà.
Anche se sono così immensi, non mi sento affatto minuscola.
Non mi sento affatto diversa da loro.
Anche se non li abbraccio, anche se non li tocco sento un contatto profondo.
Forse anch'io sono come loro. Forse dentro di me scorre la loro stessa linfa.
Se non so cosa sono perché non posso essere come loro?

Riprendo ad osservare gli altri alberi.
La mia anima si è rasserenata e non m'importa più sapere chi mi ha davvero generata.
A che serve saperlo se posso guardare e sentire tutto ciò.

Qualcuno però mi sta osservando.
Non sono impaurita, solo curiosa.
Osservo meglio.
I miei occhi vagano nello spazio,

E finalmente ho scoperto chi mi sta osservando.





Vedo le braccia sollevate dalla sorpresa. Credo che non si aspettasse che io l'abbia visto.
Vedo la sua espressione incredula se davvero si può vedere un'espressione in un albero.

Per un attimo credo di avere stabilito un contatto intimo come quando capisci di avere toccato l'anima dell'altro.
E' come se i nostri fili si fossero finemente intrecciati.

Mi sto perdendo in questo contatto.

giovedì 30 giugno 2011

19) Il confine del sogno

Sono cosciente.
Anche se quei colori hanno cominciato a vibrare e si mescolano. E' come se avessero rotto le barriere dei loro confini ed entrano in altri.
Anch'io sono entrata in un altro confine.
Ne sono perfettamente cosciente.
Però... è la prima volta che mi succede.

Prima, nel mio mondo, il mio confine era sempre quello: continue visioni che si susseguono l'un l'altro, continue voci che mi accompagnavano sempre.
Quello era il mio mondo, quello per me era normale, ma ora per avere quelle visioni, quelle voci, devo per forza entrare in un altro confine.

Sento voci, sento suoni, i colori sembrano appartenere alla mia realtà precedente, ma niente di ciò mi sta dando la risposta e il fior di loto continua a rimanere chiuso.

Oh, piccola voce, dove sei? Ho bisogno di te.

"Eccomi."


venerdì 27 maggio 2011

18) Attesa

"Madre, tu sei mia madre?!"

Il fior di loto si chiude senza darmi risposta. Si chiude come se volesse chiudere bocca.

Rimango lì e aspetto.
Intanto il tempo continua a cambiare, ma io non sto partecipando, non sono in quel tempo né in quello spazio.
Sto solo fissando quel fior di loto aspettando che si apra.

Una delle creature che sono venute a me quando mi occupavo dei loro fili mi raccontava di un fiore che moriva dopo la sua fioritura.
Spero che quel fiore di loto non sia così, lo spero tanto.

Continuo a fissarlo, i miei occhi non si stancano di guardarlo.

Non so quanto tempo è passato, ormai non ci bado più.
Però vengo colta da una strana sensazione: tutto intorno sta diventando sempre più distorto, i confini stanno diventando sempre più storti, i colori si stanno confondendo e intanto quel fior di loto rimane chiuso.


venerdì 22 aprile 2011

17) Diventare Umana?!

"Io diventare Umana?!" chiedo allibita.
"Sì, mia cara. Non è questo il tuo desiderio?"
"No e non è neanche l'ultimo!"
"Perché parli così? Finalmente saprai chi sei."
"Non è questo il punto. Io non voglio diventare Umana!"
"Ma così potrai amare."
"Posso amare rimanendo così come sono. L'amore non è solo degli Umani, non appartiene solo a loro. L'amore è della Terra."
"Sì, però..."
"E poi parlano, parlano. Discutono di cose talmente sciocche non rendendosi conto delle cose veramente importanti. Le perdono, le vedono svanire. Stanno lì a interrogarsi sul significato della vita e poi non la vivono. Io non ho nessunissima intenzione di diventare un'Umana."

L'emozione è così forte che la mia voce trema.

"Aulonia, tu stai piangendo?"
"Non è niente." rispondo ma non è vero: ho rinunciato alla mia attività, mi sono fatta trapiantare degli occhi nuovi per poter vedere l'infinito e ora eccomi...

Loro non sanno neanche cos'è l'infinito!!!

Il mio grido ha fatto tremare anche l'acqua dello stagno. Trema però poi mi sembra che sorrida.

"Io sono contenta così come sono anche se non so cosa sono." dico allo stagno e la mia impressione di prima sembra che sia reale.



"Oh Aulonia" sussurra sorridente Araluen "sentendoti adesso posso dire che sono davvero felice di averti generato."

...


Madre?!

mercoledì 20 aprile 2011

16) Il tempo

Perché il tempo è così?
Qualche secondo fa per me era inverno, gelavo dal freddo e ora vedo invece i fiori sbocciare. Cosa succede?

"Vai all'Araluen."

La sua voce sta diventando sempre più fioca come se avesse i suoi ultimi rantoli di respiro: il mio corpo la sta assorbendo.
E' difficile trovare l'Araluen ora che mi trovo in questo stadio quindi mi baso sul mio istinto.

Eccolo l'Araluen anche se mi sembra più spento.

"Araluen?!". La mia voce esce a fatica.
"Chi sei?" mi chiede serenamente l'Araluen.
"Sono Aulonia."

Un attimo di silenzio.

"Benvenuta Aulonia, cosa ti turba?"
"Qualche secondo fa i fiori erano coperti di neve e ora invece li vedo sbocciare."
"Aulonia cara, anche il tuo tempo prima era così, schizofrenico, basato sull'attimo, ma tu non te ne accorgevi perché andavi a pari passo. Ora invece sei nel tempo degli Umani, scandito, regolato. Però il tuo corpo si ricorda del tempo che vivevi un tempo mentre la tua testa vede questo nuovo tempo per la prima volta. E' naturale che tu ne sia turbata, ma non ti preoccupare perché fra un attimo finirà."
"Che cosa vuol dire?"
" Vuol dire che ti stai trasformando in un'Umana."




Che cosa?!

sabato 16 aprile 2011

15) Nascere sulla Terra

Nascere sulla Terra, che vuol dire?
"Vuol dire che ora la Terra è il tuo luogo."
Perché prima qual era?
"Era sempre la Terra però eri in un altro stadio."
Ora invece che stadio sono?
"Sei allo stadio di terrestre."

Terrestre. Che strana parola. Nella bocca suona di rancido. Non ha armonia.

"Non fidarti di queste sensazioni. Spesso sono ingannevoli."
Ma dimmi, piccola voce. Ora che farò? Che aspetto avrò? Quanto vivrò?
"Questo, piccola Aulonia dovrai scoprirlo da sola. Osserva la Natura che nasce, cresce, muore e rinasce. Da Lei imparerai. Sarà Lei ora la tua Maestra."
E del mio lavoro, che cosa ne sarà?
"Ora sarà la Vita il tuo maggior impegno, la Vita nei suoi molteplici aspetti, nella gioia e nella sofferenza. Onora questo impegno. Onora la Vita che ti è stata concessa. Onora ciò che ti è stato dato e ciò che darai."
Va bene, se lo dici tu.
"Ora anch'io finalmente potrò nascere."

Sento il mio corpo spaccarsi. E' come se qualcosa mi stesse possedendo e mi stesse frantumando. Guardo un albero. I boccioli di fiori sono spuntati nonostante la corteccia. E' quello che sta succedendo anche a me.








Aspetta un attimo. Quanto tempo è passato dalla neve?

mercoledì 13 aprile 2011

14) L'arrivo della neve

Il freddo che ho provato fino a poco fa era solo un indizio: preannunciava la neve.
Per me non è mai stato un problema, non ho mai provato freddo. L'essere una creatura unica mi permetteva di non avere freddo, di non avere fame e sete.
Eccola la neve. E' piccola, ma talmente potente. Non basta tutto il calore che ho nel corpo, tutta la mia energia per sconfiggerla.
Sembra così calma mentre cade. Forse è così sicura del suo potere che se la prende comoda.
Come faccio ora? Nessuno mi aveva detto niente di questo posto e di questa strana cosa bianca.

Ho freddo e sto gelando. I miei capelli sembrano essere diventati d'acciaio e la mia pelle sta formando dei crateri. Giro, giro, cercando qualcosa, un riparo.
Niente da fare.

Piccola voce, mi senti. Ho bisogno del tuo aiuto. Mi trovo completamente inesperta in questo mondo nuovo. Ho bisogno di te.

"Apri gli occhi."

Ubbidisco.







Che meraviglia!
Ma io lo riconosco questo mondo. E' il mio.
Pensavo che fosse un mondo straniero, ma è sempre il mio.

Che cosa è successo allora?


"Sei nata sulla Terra."

venerdì 8 aprile 2011

13) L'abbandono

Piccole gocce spruzzano sul mio viso.
Sono gelate, sembrano gocce di una fontana zampillante, una di quelle nascoste nei meandri di una foresta. Quelle piccole gocce bastano a svegliarmi.
Mi desto e mi accorgo che qualcosa è cambiato. Dove sono le voci che allegramente accompagnavano l'aria? Dove sono i profumi così vivi che ti sembrava di vederli? Tutto appare così muto e silenzioso. Sento il vento, ma non è così nitido. Non sembra dire niente.
Il cielo è come lo vedevo, ma non sento niente. Mi sembra di non essere più accordata con le sue voci.






Che cosa è successo?
Mi ricordo che ero andata all'Araluen (ho saputo il nome solo poco fa) e qualcosa mi ha afferrato.
Ricordo varie sensazioni, ma non avevo paura perché sapevo che la mia piccola voce c'era sempre.
A proposito: dov'é? Dov'è quella voce gentile che mi ha sempre accompagnato da quando ho cambiato gli occhi?
Dove sei? Appari, perfavore.


Niente, mi ha abbandonato.
Qua tutto sembra che mi abbia abbandonato.

Non mi sono mai sentita così, così... sola.
Sapevo di essere come in una ragnatela: ogni filo è collegato ad un altro e le estremità sono importanti quanto il centro.
Però adesso...


Per la prima volta ho fame e freddo.

sabato 26 marzo 2011

12) Verso l'Araluen

Sto andando al mio luogo di lavoro. Mi immagino già le lamentele: è la prima volta che manco. Non potevo permetterlo eppure qualcosa mi diceva che era la cosa più giusta, che ne valeva la pena andare dal Chirurgo, farmi sostituire gli occhi, passare giorni interi nell'attesa che i nuovi occhi si sarebbero cicatrizzati.
La mia immagine non è cambiata però forse il cambiamento si sta svolgendo ora, nel momento in cui ho aperto gli occhi. Forse aveva bisogno della luce del sole. Eppure sento che il più è stato fatto quando ero lì nel buio. Non sentivo niente solo qualche frase del Chirurgo, ma soprattutto sentivo la voce di quella piccola creatura.

Piccola creatura, vorrei tanto conoscerti meglio.
"Abbiamo tutto il tempo per farlo."
D'accordo, mi fido di te anche se qualcosa mi dice che ti conosco da tempo.
"Portami all'Araluen."
Che cos'è?
"E' il luogo delle ninfee, quello in cui spesso ti vai a riposare."
Non posso, ho molto lavoro arretrato.
"Ti prego portami lì e vedrai che il lavoro arretrato sarà recuperato quanto prima."
Va bene, mi fido di te.

L'acqua mi sembra ancora più torbida delle altre volte, ma non mi fa paura. Non ho paura.

Sono nell'acqua.










Qualcosa mi ha preso al piede.

Non ho paura.

domenica 20 marzo 2011

11) Il disvelamento

Dopo diverso tempo immobile, con gli occhi fasciati, è il momento per me di togliere le bende.
Ho paura a vedermi come sono cambiata.
"Ora Aulonia preparati a vedere il tuo nuovo aspetto." dice il Chirurgo.
Chissà come sarò. Avrò per caso delle luci negli occhi? E chissà come è cambiato il mio aspetto. Chissà se è vero che se si cambiano gli occhi, si cambia aspetto.
Le bende scendono.
Apro gli occhi piano piano. La luce è talmente forte che mi ferisce. Vorrei tenere gli occhi chiusi per sempre, ma quella piccola voce che mi ha accompagnato nel buio mi dice di aver coraggio.

Apro gli occhi.

Baleni di luce spaziano nella camera. I colori sembrano aver acquisito più potenza. Poi si fa tutto più tranquillo.

Cerco la mia immagine. La vedo.

Ma non è cambiata, è sempre la stessa.
E' sempre la stessa Aulonia prima dell'operazione.

"Chirurgo, cosa vuol dire tutto ciò? Qualcosa non ha funzionato a dovere?" gli chiedo preoccupata e anche un po' in collera.
"No Aulonia, è andato tutto bene. Devi solo avere pazienza."
"Ancora?!"
" Sì e visto che il mio compito è finito ti chiedo di uscire dal mio studio."

Il Chirurgo mi ha scacciato via in malo modo. Avrei tante cose da dirgli.
"Non ti preoccupare Aulonia. Vedrai i cambiamenti che hai fatto. Abbi solo un po' di pazienza."

Va bene piccola voce. Se lo dici tu, sono più tranquilla.

giovedì 3 marzo 2011

10) Intermezzo

Sono ancora qui che sto aspettando il momento in cui finalmente il mio corpo avrà accettato totalmente i nuovi occhi.
Ho provato ad aprirli, ma il bagliore era così intenso che non solo i miei occhi bruciavano, ma anche tutto il corpo. Non pensavo che la luce facesse così male.
Mi sento sprofondare in un'oscurità come tutte le volte che mi immergo nello stagno e sento il fango coprirmi, otturarmi le orecchie e il naso.
Un essere comune sarebbe già morto, ma io no. Non sono comune, ma non so neanche cosa sono.

Sento il Chirurgo vicino. Mi sussurra parole dolci e mi dice che quando mi sveglierò, sarò cambiata, sarò un'altra. Un'altra quanto? Quanto sarò cambiata? E quanto di me rimarrà?
Le paure si scavalcano, una contro l'altra.

"Hai bisogno del silenzio."

Di chi è questa voce? Ma è quella voce dolce di quella creatura che ho incontrato, quella che voleva essere lasciata lì.
Oh, piccola creatura se mi senti non abbandonarmi. Sii la mia piccola candela che mi guida.

"Chiamami e io ci sarò."

martedì 22 febbraio 2011

9) Il Preludio

Mi sveglio e sono farstornata, intontita.
La luce mi fa male agli occhi. Il minimo rumore mi fa male alla testa. Sento le mie ossa scricchiolare come se non mi fossi mossa da un secolo.
Non sento solo di avere degli occhi nuovi, ma anche un corpo nuovo.
Ho bisogno di guardarmi allo specchio, ma per ora no.
Sento che il cambiamento è ancora in atto, la cicatrizzazione si sta completando.
Ho paura che il mio corpo rigetti i miei occhi come se li volesse vomitare.

Adesso taccio, ho bisogno di silenzio.

domenica 6 febbraio 2011

7) Il Chirurgo

Se hai un problema, và dal Chirurgo.
Qui dove sono io c'è uno come me, ma mentre io districo fili, lui li utilizza per cicatrizzare.
Abbiamo diversi compiti, diverse menti, ma ci intendiamo benissimo per questo posso andare da lui direttamente.
Però, lui a differenza di me, può staccare dal suo lavoro ed io oggi ho commesso la mia prima infrazione.

"Ciao Chirurgo."
"Ehilà, come va?"
"Bene..."
"Aspetta un attimo. E il tuo lavoro?"
"E' proprio di questo che voglio parlare. Vedo cose, percepisco suoni e rumori, ma non riesco ad afferrarli e non so come fare. Tu puoi aiutarmi?"

Il Chirurgo ci pensa un po' e poi...

"Sì, potrei fare qualcosa però qui non si tratta di cicatrizzare qualcosa, ma di sostituire gli occhi."

Momento di pausa. Sostituire gli occhi? Ma si può fare?! Io mi fido di lui però... Ho paura.
Tentenno.

"Ok. Fà quel che devi fare."

Il Chirurgo si mette i guanti: i nostri veleni sono come il sangue per gli umani e se si mescolano, potremmo intossicarci.

Penso ai miei occhi e a quello che hanno visto finora. Mi chiedo come sarò cambiata dopo la sostituzione. Ma chi c'è dietro questi occhi? Chi è che vede?
Basta! Non devo pensare.
Non so se il Chirurgo mi ha iniettato qualcosa, ma non percepisco niente.

Guardo in alto il cielo: fra un po' non lo vedrò più.

sabato 5 febbraio 2011

6) Quinta annotazione

Guardo dei fiori che ormai sono giunti a termine e li scopro nella loro bellezza, la loro ultima bellezza.
Io non ho mai fine quindi non riesco a carpire il loro ultimo grido, la voglia di continuare a vivere però provo ad immaginarlo.







Vedo i loro visi deturpati e li confronto con il mio: liscio, roseo e limpido.
Voglio conoscere molte più cose, voglio che i miei sensi si sviluppino in modo di capire l'infinito.

venerdì 4 febbraio 2011

5) Quarta annotazione

Da quando ho incominciato a scrivere queste annotazioni nei brevi momenti che mi posso permettere, vedo le parole uscirmi dalla bocca, pensieri che prima non avrei formulato escono come tanti dardi impuntiti che ritornano a me come boomerang.
Basta!
Ho solo un momento di relax e voglio entrare dentro un fiore come una farfalla e succhiare la sua linfa. Voglio sentire che gusto ha un fiore.


mercoledì 2 febbraio 2011

4) Terza annotazione

Sono nata con forma di bambina.
Non saprei dire quanto tempo è passato, ma conservo lo stesso aspetto di quando sono nata.
O forse sarebbe meglio dire non da quando sono nata, ma da quando mi sono svegliata per la prima volta. Accanto a me non c'era nessuno. Ho imparato tutto da sola anche se a dir la verità sentivo qualcosa. E' come se il bagliore che mi abbia fatto svegliare, continua ancora a splendere.
Non ho avuto tempo per chiedermi cosa ci facevo e qual era il mio compito perché sapevo già anche se nessuno mi ha insegnato niente.
Ho l'aspetto di una bambina, ma potrei avere molti più anni di quelli che dimostro.

lunedì 31 gennaio 2011

3) Seconda annotazione

Ogni tanto mi rilasso in luogo che per me è casa.









Mi piace immergermi, sentire la melma che sale, sale su di me e mi copre come una madre amorevole piena di attenzioni e poi alzarmi, sentirmi come fiore che cresce.
Non so perché, ma mi fa sentire bene soprattutto dopo giornate di lavoro a sciogliere e districare fili. Sono i miei soli attimi di pace, brevi, brevissimi però lì il tempo si azzera.
Non posso mai staccare: dicono che se lo faccio, il mondo crollerebbe e i fili s'intreccerebbero, le armonie diverrebbero solo rumori di fondo.
Questo lo dicono loro e se è vero non lo so.
Adesso voglio leggere in una goccia d'acqua tutto il mondo che si specchia.

sabato 29 gennaio 2011

2) Prima annotazione

Un filo. Due fili. Ma quanti ne possiede?
Sono qui che sto districando i fili e non è un'impresa facile: se non sono sciolti, il suono non scorre perfettamente, non vibra alla perfezione.
Sono responsabile delle armonie di tanti corpi. Vengono da me creature di ogni tipo: uomini con la gola aperta che invocano aiuto, uccelli dal becco enorme e a volte mi sembra che vogliano ingoiarmi, che vogliano che io faccia parte di loro.
Alcuni mi assaggiano, ma so troppo di veleno e poi se mi mangiano, morirebbero e questo loro lo sanno bene. Se mi mangiano non ci sarà più nessuno a districare i fili perché sono l'unica a farlo.
Tutti vengono da me prima o poi e io conosco le loro storie: sono i fili a raccontarmele, so i segreti di ognuno eppure sono solo una bambina o almeno ne ho l'aspetto anche se chi mi guarda rimane sconcertato dalla forma.
Dicono che assomiglio a un ragno. L'avete mai visto un ragno?
Ebbene ho un busto strettissimo che si allarga in un ventre ampio e infinito.
Mi dicono che se mantengo questa forma anche in età adulta sembrerò una madre che ha abbastanza spazio per partorire una moltitudine di bambini, ma nessun latte per allattarli. Sembrerei una che sforna figli per poi non accudirli. Non saprei che dire.
Comunque sono serena: so che non diventerò mai adulta. Me l'hanno detto subito.
Io sono Aulonia.

venerdì 28 gennaio 2011

1) Premessa

Un giorno un ragno cadde su un fior di loto.
Il ragno, gentilmente e prontamente, si scusò e il fior di loto gli rispose: Non scusarti, anzi mi fa piacere che tu non sia caduto in acqua. Saresti potuto annegare. -
Il ragno alzò il viso e rimase abbagliato dalla bellezza del fior di loto, da quella corona di petali che gli sembrava di parlare con una divinità. Il fior di loto si accorse di questo silenzio e chiese al ragno: Perché taci? per caso ti ho offeso? -
No anzi - rispose il ragno - sono imbarazzato da tanta bellezza e gentilezza nei miei confronti. Di solito chi mi guarda, scappa e urla così forte anche se non ho fatto niente a loro. -
Suvvia, non rattristarti. Vivi così a contatto con gli umani che hai finito per farti influenzare - disse il fior di loto accarezzando il ragno con un suo petalo - E poi noi siamo simili. -
- Simili?! - ribatté il ragno - Come possiamo noi due essere simili. -
-  Sì, simili - rispose serenamente il fior di loto - perché tu tessi la tua ragnatela che viene considerata la rete dell'Universo, mentre io ne sono il fiore. E poi tu mi guardi così allo stadio completo, ma devi sapere che io nasco dallo "sporco" fango e per arrivare fin qui, ho attraverso quest'acqua paludosa. Quindi io e te siamo simili. -
Il ragno, commosso da tutta questa benevolenza, abbracciò il fior di loto e chiese: - Posso fare qualcosa per te? -.
E il fior di loto rispose sorridendo: -Sì, per favore tessa qualcosa per me.-
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